Si è svolta stamane al Centro Sportivo Sant’Agata di Reggio la conferenza stampa della Reggina calcio presieduta dal presidente Lillo Foti per la presentazione dei due nuovi acquisti, il portiere Emanuele Belardi e il difensore Bruno Cirillo. Una conferenza stampa ricca di emozioni e di aneddoti visto che per entrambi i giocatori è un ritorno alle loro origini. Durante la conferenza stampa Emanuele Belardi ha anche annunciato che a giugno terminerà la sua carriera da professionista.

Riportiamo per intero l’intervento di Emanuele Belardi tratto da strettoweb.com

Emanuele Belardi: “ormai è la terza volta che torno a Reggio, non vi nego che sono molto emozionato. Non è l’approdo in una squadra, ma è l’approdo nella mia squadra del cuore, la squadra che lo è sempre stato e sempre lo sarà. Potrei ricordare mille cose, Reggio per me non è stata solo gioia ma anche sacrificio e sofferenza, però mi ha fatto diventare uomo. In questo momento di grande difficoltà non potevo girare le spalle e far finta di niente. Da lontano ho sofferto, vedere la Reggina in questa situazione mi ha fatto molto male e mi fa male. Sono qui non per fare il salvatore della patria, ma per dare una mano, per far capire cos’è questa maglia, cos’è Reggio Calabria perchè noi siamo tutti reggini, voi di nascita e noi di adozione. Noi ci crediamo: è difficile, è dura però a Reggio non è mai stato semplice nulla. E’ un’altra battaglia da superare tutti insieme. Spero in un grande aiuto da parte vostra e dei tifosi, e anche della società che ci dovrà stare vicina più di quanto non lo è già stata in passato. Tutti insieme ce la possiamo fare, altrimenti non sarei qui per quest’ennesima sfida. Sicuramente per me sarà l’ultima perchè a giugno smetterò di giocare, ma se ci riusciremo sarà la sfida più bella della mia vita. Sarà dura, ma c’è una ricetta importante oltre al lavoro: bisogna ricompattare tutto, a partire dallo spogliatoio, e servono i risultati. L’ambiente è fondamentale. Stamattina l’allenamento era alle 11, prima alle 11 meno un minuto erano tutti nello spogliatoio: c’è paura di andare in campo, manca la gioia di avere il pallone tra i piedi. Serve la fortuna di fare subito uno o due risultati positivi e ritrovare entusiasmo. Io e Bruno ci siamo sempre allenati, abbiamo fatto questo mini torneo di 4 mesi in India, siamo tornati in Italia il 15 dicembre quindi poca pausa. Viviamo un momento generale molto difficile per la nostra società. Ci piace fare le cose facili. Ognuno quando ha problemi preferisce scappare e cambiare: cambia lavoro, cambia fidanzata, cambia moglie, cambia tutto. Nel calcio vuole cambiare squadra. Invece non bisogna fare così: davanti alle difficoltà non bisogna scappare, bisogna affrontare i problemi e uscire vincenti. La Reggina non è squadra da Lega Pro, è questo che tutti devono capire. Questa è una maglia gloriosa. Io e Bruno siamo arrivati alla Reggina a 13 anni: abitavamo in 10 in un appartamento a Gebbione, andavamo a scuola al Piria a piedi o se trovavamo un passaggio. C’era Perrotta, Peccarisi, tutta gente che poi ha fatto carriera, perchè la società ci ha dato le condizioni di realizzare i nostri obiettivi. La squadra lottava per salvarsi in C1, ci riuscì con Geretto all’ultima giornata. La società ci ha aiutato a coronare un nostro sogno: diventare giocatori di calcio. E anche per questo oggi siamo qui. Erano tempi diversi, una generazione diversa. 

In bocca al lupo al nostro presidente Emanuele, sperando che tutti i nostri ragazzi possano seguire il tuo esempio di uomo – campione semplice e ricco di valori.

Scuola calcio Emanuele Belardi