Lo sport fa bene a qualsiasi età della vita e per un bambino può essere una buona opportunità di iniziare la propria vita in modo salutare.

Molti, infatti, sono gli aspetti positivi per i bambini che praticano qualsiasi sport, prima di tutto sviluppano in modo adeguato il proprio apparato scheletrico e muscolare. Un altro aspetto, non meno importante, è la socializzazione.

Il bambino durante l’attività sportiva vive a contatto con un ambiente diverso da quello familiare, sperimenta il successo, l’insuccesso, il rispetto dei tempi e delle regole, impara a relazionarsi con i suoi coetanei e ma anche con nuovi adulti che saranno il suo punto di riferimento nell’attività agonistica.

Fare sport almeno due o tre volte a settimana, sarebbe l’ideale. Non ci sono controindicazioni per le attività fisiche, infatti tutti possono beneficiare dell’attività sportiva. In caso di patologie particolari, però, è sempre importante consultarsi con il proprio pediatra e scegliere il tipo di attività più adeguata al bambino.

L’approccio del genitore verso lo sport deve essere positivo, affinché il bambino acquisti sicurezza, positività e impari a comprendere le proprie capacità, diminuendo cosi in lui il senso di ansia.

I genitori non devono usare lo sport come un “doposcuola” o una “babysitter”, ma devono essere presenti durante l’attività sportiva, almeno i primi tempi, per verificare che la lezione preveda una preparazione fisica di base, che il bambino non si annoi, che si diverta e soprattutto  faccia sul serio del sano sport.

Il compito del genitore nello sport è quello di dare sostegno e supporto senza criticare la performance del bambino.

Sostegno nell’affrontare i fallimenti e le paure, ma anche condivisione insieme a lui, di qualsiasi emozione, comprendendo i suoi bisogni e i suoi desideri.

Un genitore deve assolutamente evitare alcuni atteggiamenti durante la pratica sportiva, per evitare che il bambino possa recepire un messaggio sbagliato e che potrebbe causare in età adulta dei problemi di personalità e di conduzione errata nei rapporti con gli altri.

  • Mai far credere al bambino che vincere nello sport è come “vincere nella vita”. La competitività non deve essere violenta ma adeguata e sana, il rispetto verso gli altri non deve mai mancare.
  • Ereditarietà dello sport nei figli. Molti genitori riversano nello sport il miraggio di sfuggire alle proprie frustrazioni, cercano di far realizzare ai figli quello che a loro è sfuggito nel passato.
  • No al tifo aggressivo. È penoso vedere e ascoltare genitori che insultano arbitri e guardalinee in una partitella fra bambini o che attacchino l’allenatore ritenendolo incapace del proprio lavoro e rapporto con la squadra. Bisogna vedere i propri figli in modo distaccato ed obiettivo.

L’istruttore sportivo è una figura importante un punto di riferimento per il bambino  a qualunque età si incominci a fare sport. Un rapporto di fiducia tra istruttore e allievo rende l’allenamento piacevole senza far pesare al bambino i sacrifici e il duro lavoro che si fa durante gli allenamenti.

Non deve assolutamente mancare nella pratica sportiva il divertimento essenziale affinché il bambino non abbandoni per noia o incomprensioni l’attività sportiva.

Scuola calcio Emanuele Belardi